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Trentamila firme per riaprire l’ospedale di Agropoli

Sono già trentamila le firme raccolte dalla petizione online, nata da Claudia Costa, per chiedere al ministro Speranza la riapertura dell’ospedale di Agropoli. La raccolta di firme digitali è indirizzata al ministro della salute Roberto Speranza, al governatore della Campania Vincenzo De Luca ed ai sindaci di Agropoli, Capaccio Paestum e Castellabate.

Nell’incipit della lettera che motiva la raccolta firme è citato il caso di Tommaso Gorga, 15enne morto in un incidente stradale poco più di una settimana fa. “Il 18 settembre del 2021 si è consumata una tragedia – si legge – Un ragazzo di soli 15 anni è morto in seguito ad un grave incidente stradale avvenuto a Castellabate. I soccorsi sono immediatamente arrivati sul posto ma il pronto soccorso più vicino era a Vallo della Lucania, a circa 50 km di distanza e con un tragitto durato circa 50 minuti. Per i medici di Vallo della Lucania, nonostante abbiano provato in ogni modo a salvare la sua giovane vita, non c’è stato nulla da fare”. 

Sono riportate anche le parole della famiglia del giovane Tommaso, che arrivano direttamente dalla loro lettera di denuncia: “Non è possibile descrivere il dolore di un padre, della sua famiglia e dei suoi cari per la perdita del bene più prezioso: il proprio figlio. E’ troppo, non è sopportabile, non può e non potrà mai essere sopportata la perdita di un figlio. Mai. C’è solo una cosa che può rendere più sopportabile questo dolore: far sì che non sia stata una morte inutile, che sia servita a qualcosa. E a cosa potrebbe essere servita? A far sì di decidere che le istituzioni rendano i soccorsi più accessibili, più mirati, più presenti”.

La questione dell’ospedale di Agropoli, inoltre, ha suscitato anche molta rabbia in numerosi utenti del web che hanno palesato come ci sia più interesse per le polemiche sulla statua della Spigolatrice e non per un ospedale chiuso. Il dito è puntato soprattutto verso i tanti politici che in queste ore hanno espresso un parere o pensiero sull’opera scoperta a Sapri ma che invece tacciono difronte ad un presidio ospedaliero chiuso ormai da sette anni con conseguenze disastrose per decine di migliaia di cittadini.


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