Alessandro Pironti sulla vetta del Kilimangiaro: è di Camerota

Scalare la vetta del Kilimangiaro e raggiungere la sua cima per molti rappresenta un’impresa ardua da compiere, un sogno difficile da realizzare. Ma non per Alessandro Pironti, il 42enne di Marina di Camerota che lo scorso 1° febbraio ha raggiunto la meravigliosa vetta del monte più alto del Continente Africano. Il Kilimangiaro, infatti, situato nella Tanzania nordorientale, con i sui 5895 metri di altezza dal livello del mare è la montagna singola più alta al mondo oltre ad essere uno dei vulcani, in fase di quiescenza, più alti del pianeta. Per arrivare in cima Alessandro, in compagnia di altri 9 scalatori, guide e portatori del posto, ha impiegato 5 giorni. Un viaggio straordinario ma allo stesso tempo difficile da portare a termine, durante il quale il 42enne scalatore ha sempre dormito in una tenda, in tutti i diversi campi incontrati lungo il tragitto. Partito il 28 gennaio dalla porta Machame, ai piedi della montagna, Alessandro insieme ai suoi compagni ha compiuto un percorso lungo quasi settanta chilometri, ha attraversato la foresta, il deserto per poi arrivare sulla vetta del Kilimangiaro, perennemente ghiacciata e al suo arrivo completamente ricoperta dalla neve.
Sono stati diversi dunque i cambiamenti climatici che l’intero gruppo ha dovuto affrontare, dai 30 gradi nel deserto ai meno 10 gradi in prossimità della cima. Per nutrirsi Alessandro ha mangiato zuppe, frutta cruda e wurstel, mentre per bere raccoglieva l’acqua dalle fonti la sterilizzava e poi la utilizzava. “È stata un’esperienza straordinaria – ha dichiarato il 42enne di Marina di Camerota – Sono stato il primo del gruppo ad arrivare in cima alle 10:50 del primo febbraio, dopo aver camminato per l’intera nottata. L’ultimo tratto, percorso l’ultimo giorno, però è stato particolarmente difficile a causa della forte pioggia che abbiamo incontrato, trasformata poi addirittura in neve. Sinceramente – ha poi continuato lo scalatore – l’ultima notte ho avuto paura di non poter raggiungere la meta. Il cattivo tempo che si era abbattuto sull’intera area avrebbe potuto far sfumare il mio sogno. Invece ce l’ho fatta. Quando sono arrivato in cima ho pensato che tutti i miei sforzi erano stati ripagati dallo straordinario panorama che potevo ammirare”. Finita la splendida esperienza sul Kilimangiaro Alessandro, insieme al suo gruppo, ha poi deciso di regalarsi un Safari di altri cinque giorni per poi fare rientro definitivamente in Italia il 10 febbraio, con in tasca un sogno in meno da realizzare..