La denuncia della Nursind: gravi carenze nel reparto COVID del San Luca

In un comunicato stampa la Nursind – Sindacato delle professioni Infermieristiche – denuncia gravi carenza nel reparto COVID dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.

L’elenco delle incongruenze

In primis la più grave – scrivono dal sindacato – è la disposizione dei pazienti positivi e dei sospetti un un unico ambiente.

Successivamente sono altre le incongruenze portate alla luce. Eccole tutte:

Le richeste

A nostro parere nell’area COVID – si legge sempre dalla nota stampa – attualmente posta al piano terra si potrebbero allocare, esclusivamente, tutti coloro che a seguito del pre triage debbano essere tenuti in isolamento ed effettuare i tamponi di rito. Il tutto trasformando gli attuali locali del DAY Surgery, sempre al primo piano, in una rianimazione ad esclusivo consumo delle specialità chirurgiche dell’intero presidio, atteso che le attività chirurgiche d’urgenza continuino ad essere effettuate e spesso abbisognino di posti letto di T.I.P.O.

I tamponi

L’ultima necessità, secondo la Nursind è la necessità di sottoporre a tampone tutto il personale sanitario: “In conclusione chiediamo quindi di voler disporre con urgenza il tampone rino faringeo, per testare la eventuale positività al Covid, per tutto il personale sanitario in servizio nel P.O. San Luca, ponendo l’accento sul fatto che ad oggi i casi attualmente positivi sono 73880 di cui circa 5000 risultano essere infermieri”.