
Tra gli obiettivi principi di un Parco Nazionale vi è quello della diffusione della cultura facendo sì che essa sia raggiungibile e fruibile da tutti. Obiettivo che Tommaso Pellegrino, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, sta portando a compimento. Nei prossimi giorni, infatti, sarà inaugurato un nuovo polo, il Museo della Geobiodiversità, presso Tenuta Montisani a Vallo della Lucania.
«Sarà un museo avveniristico – afferma – che coniuga tradizione e tecnologia. Su di esso abbiamo puntato molto perché il pubblico al quale ci rivolgiamo è composto principalmente da giovani ed è con loro che dobbiamo parlare. Non parlare più con un linguaggio classico e obsoleto – aggiunge – ma utilizzando terminologie e modelli a loro congeniali. Come per il fumetto così anche per il nuovo museo i più giovani troveranno degli strumenti di fruizione della cultura a cui sono abituati. I visitatori troveranno tanti aspetti tecnologici dai video in 3D alla sala immersiva e 2 touchscreen interattivi. Sarà inoltre coinvolto anche l’udito grazie alla presenza di casse che riprodurranno i suoni della natura: versi degli animali, il vento tra le foglie, lo sciabordio delle acque».
Il Museo della Geobiodiversità si aggiunge a quelli già attivi di proprietà del Parco e a quelli in essere i quali entreranno a far parte di una rete museale dove confluiranno tutti i poli che ricadono nel comprensorio. «Necessario che i luoghi della cultura vengano messi in rete – continua Pellegrino – per una fruizione completa e libera oltre che al passo coi tempi. A breve si concluderà l’iter per la nascita di due musei all’interno di Villa Matarazzo a Santa Maria di Castellabate».
Nella struttura, di proprietà dell’Ente e uno dei simboli più conosciuti del comune cilentano, nasceranno a breve «il Museo della Flora Spontanea e l’Acquario del Parco – spiega Pellegrino – che diverranno eccellenze ed unicità per il Meridione. Non saranno poli statici ma musei vivi in cui si metterà in mostra la Biodiversità cilentana in tutto il suo splendore».